Molte delle persone che arrivano da me in studio hanno già letto molto: articoli, libri, approfondimenti. Spesso seguono da tempo anche il mio blog.
Per questo non è raro che arrivino pensando di aver già compreso molte delle cose di cui parlo.
Sanno che emozioni, corpo e mente sono collegati. Sanno che alcuni sintomi possono essere influenzati dall'allerta costante che nasce dallo stress. Sanno che molti comportamenti sono guidati da automatismi di cui spesso non ci accorgiamo.
Molti clienti mi raccontano di aver letto, ascoltato o approfondito questi argomenti nel corso degli anni.
Ciò che li sorprende è scoprire che conoscere queste idee e farne esperienza diretta sono due cose molto diverse.
È un po' come osservare una montagna in fotografia e salirci davvero.
Nel primo caso la si comprende. Nel secondo la si vive.
Per questo le esperienze che troverai in questa pagina non descrivono ciò che le persone hanno imparato leggendo o ascoltando.
Descrivono ciò che hanno iniziato a osservare direttamente attraverso il lavoro sul corpo, l'attenzione alle proprie emozioni e l'esperienza concreta di questo lavoro.
Il problema è che comprendere una cosa non significa saperla vivere diversamente.
Si può capire perfettamente di essere stressati e continuare a reagire allo stesso modo. Si può capire perfettamente che mente, emozioni e corpo sono collegati e continuare a sentirsi intrappolati negli stessi meccanismi. Si può capire perfettamente cosa non funziona nella propria vita e continuare a ritrovarsi negli stessi automatismi giorno dopo giorno.
Perché la comprensione può arricchire le idee. L'esperienza diretta può cambiare il modo di vivere.
Può sembrare una frase strana, eppure è una delle cose che sento dire più spesso.
Non perché prima le persone stessero necessariamente male ogni giorno, ma perché molte si erano abituate a vivere in uno stato di tensione costante. Una tensione diventata così normale da non essere più riconosciuta come tale.
Per questo il cambiamento inizialmente può sorprendere.
Non tanto perché compare qualcosa di nuovo. Ma perché torna qualcosa che sembrava scomparso da tempo.
Molte persone arrivano cercando di risolvere un problema specifico. Poi, a un certo punto, iniziano a descrivere qualcosa di diverso.
Non mi ricordavo più cosa volesse dire dormire bene.
Non mi ricordavo più cosa volesse dire svegliarmi riposata.
Non è soltanto una questione di sonno.
È accorgersi che una condizione vissuta per anni era diventata così abituale da sembrare normale.
Come se il corpo avesse imparato a vivere costantemente in allerta senza che la persona se ne accorgesse più.
Per questo ciò che sorprende non è semplicemente stare meglio.
È rendersi conto di quanto tempo fosse passato dall'ultima volta che ci si era sentiti davvero bene.
Non bene perché quel giorno ci sono meno problemi.
Non bene perché qualcosa si è finalmente risolto.
Bene nel corpo. Bene nel modo di stare nella propria vita.
A volte le persone fanno fatica perfino a descriverlo.
Si limitano a dire:
Da anni non mi sentivo così energica. Mi accorgo che alcuni fastidi fisici che sentivo continuamente si fanno sentire molto meno.
Non è raro che, insieme a questa sensazione di maggiore energia e benessere, le persone osservino anche una riduzione di tensioni, rigidità o altri fastidi fisici che accompagnavano da tempo le loro giornate.
Oppure:
Arrivo a sera stanca, ma è una stanchezza diversa.
A volte le persone fanno fatica a descriverlo con maggiore precisione.
E spesso queste frasi raccontano molto più di qualsiasi spiegazione.
Spesso è proprio questa differenza a far capire che qualcosa sta cambiando.
Non una prestazione. Non un risultato. Una sensazione di fondo. Qualcosa che molte persone non si rendevano nemmeno conto di aver perso, finché non inizia lentamente a tornare.
Molte persone arrivano convinte che il problema siano i pensieri. Pensano troppo, analizzano troppo, ripensano continuamente alle stesse situazioni. Cercano risposte, soluzioni, spiegazioni.
Con il tempo però si accorgono che il problema non è soltanto la quantità di pensieri. È il fatto che la mente sembra non avere mai una pausa.
Molte persone descrivono questa esperienza in modo molto simile. Anche quando non c'è nulla da fare o da risolvere, una parte della mente continua a restare occupata tra ciò che è già successo e ciò che potrebbe accadere.
Per questo una delle cose che riferiscono più spesso non è l'assenza di pensieri. È qualcosa di molto più semplice.
Ho la testa molto più libera.
Oppure:
C'è meno rumore di fondo.
A volte la differenza viene descritta proprio così. Non perché i pensieri siano spariti, ma perché non occupano più continuamente il centro della scena.
All'inizio questa differenza può sorprendere. Perché gli impegni sono gli stessi. Le responsabilità sono le stesse. Le cose da fare sono le stesse. Eppure qualcosa cambia.
Le cose da fare sono le stesse, ma mi sento meno sopraffatta.
Per alcune persone è questo il primo segnale evidente.
Per altre assume una forma diversa:
Non passo più la giornata a rincorrere ciò che potrebbe succedere.
Oppure:
Riesco ad essere più presente in quello che faccio.
Talvolta questo cambiamento viene osservato anche attraverso il corpo:
Mi accorgo che collo, spalle e schiena non sono più costantemente contratti come prima.
Nel mio lavoro questo non riguarda soltanto la mente.
Spesso le persone osservano che, insieme al cambiamento del loro stato interiore, anche il corpo inizia a manifestare meno rigidità, meno tensione e una minore sensazione di pressione costante.
Alcuni raccontano ad esempio che professionisti con cui lavorano abitualmente, come osteopati o fisioterapisti, trovano la zona di collo e testa più libera. Non nel senso di una maggiore elasticità articolare, ma nel senso di una minore pressione interna, come se una pesantezza che per anni aveva occupato costantemente quelle aree avesse iniziato a ridursi.
Per molte persone questa sensazione accompagna la stessa esperienza che descrivono nella mente: più spazio, meno congestione e una maggiore sensazione di leggerezza.
I pensieri continuano ad esserci. Le preoccupazioni continuano ad esserci. La differenza è che non finiscono più per prendere tutto lo spazio.
E quando il rumore di fondo si riduce, molte persone si accorgono di recuperare qualcosa che da tempo sembrava mancare: chiarezza, presenza e una sensazione di maggiore leggerezza nel modo di affrontare le giornate.
Molte persone arrivano pensando che il problema siano le situazioni che stanno vivendo.
Il lavoro, le responsabilità, i conflitti, le preoccupazioni o le richieste continue della vita quotidiana.
Per questo all'inizio immaginano che per stare meglio debba necessariamente cambiare qualcosa all'esterno.
Con il tempo però iniziano ad accorgersi di una cosa che spesso le sorprende.
Le situazioni non sono necessariamente cambiate: il lavoro è lo stesso, le responsabilità sono le stesse, anche le persone che fanno parte della loro vita sono le stesse.
Eppure la loro esperienza è diversa.
È strano. Le cose che prima mi avrebbero fatto stare male per giorni adesso hanno una presa diversa.
Per molte persone il cambiamento inizia proprio da qui.
Non dall'assenza dei problemi.
Ma dal fatto che non continuano più ad occupare tutto lo spazio.
Alcune persone lo descrivono così:
Non mi sento più costantemente in pericolo.
Altre si accorgono di qualcosa di diverso:
Mi accorgo che alcune cose che prima consideravo enormi adesso riesco a ridimensionarle.
Non perché siano diventate fredde o indifferenti.
Non perché abbiano smesso di provare emozioni.
Ciò che cambia è la presa che queste situazioni esercitano sulla loro vita quotidiana.
Per alcune persone questa è una delle scoperte più importanti: accorgersi che non è necessario eliminare ogni fonte di stress per stare meglio.
Che non è necessario controllare tutto per sentirsi al sicuro, che non è necessario aspettare che la vita diventi perfetta per iniziare a vivere con maggiore tranquillità.
Molte persone si accorgono semplicemente che ciò che accade non domina più automaticamente ogni pensiero e non determina più il tono dell'intera giornata.
Una delle cose che molte persone iniziano a notare durante il percorso è che alcune reazioni che le accompagnano da anni smettono gradualmente di apparire inevitabili.
Iniziano ad accorgersi di cose che prima passavano inosservate.
Non avevo mai visto quanto alcune mie reazioni fossero automatiche.
Mi accorgo che tendo sempre a trattenermi.
Sto iniziando a vedere che molte delle mie reazioni si ripetono sempre nello stesso modo.
Molte delle cose che guidano le nostre giornate avvengono infatti in modo automatico.
Abitudini, pensieri ricorrenti, modalità di comportamento che si ripetono da anni.
Proprio perché sono automatiche, spesso diventano invisibili.
Per questo molte persone si sorprendono quando iniziano a riconoscere schemi che fino a quel momento avevano considerato normali.
Non si accorgono soltanto di reagire meno. Si accorgono di ciò che le portava a reagire sempre nello stesso modo.
È qui che molte persone iniziano a vedere possibilità che prima non riuscivano nemmeno a immaginare.
Mi accorgo che non devo sempre dire sì.
Oppure:
Non sento più il bisogno di controllare tutto.
Per altre persone il cambiamento assume una forma diversa:
Riesco a esprimere ciò che provo con maggiore facilità.
Molte persone descrivono questa esperienza come una maggiore libertà. Perché iniziano a vedere ciò che prima le guidava senza che se ne accorgessero.
E quando qualcosa che per anni è stato automatico diventa finalmente visibile, smette gradualmente di apparire inevitabile.
E grazie a questo molte persone iniziano a rendersi conto che non erano le situazioni a determinare gran parte di ciò che vivevano, ma il modo in cui le interpretavano.
Per molte persone il cambiamento più sorprendente non riguarda il sintomo con cui sono arrivate.
Non riguarda soltanto il sonno. Non riguarda soltanto l'ansia. Non riguarda soltanto il dolore o la tensione.
Riguarda il modo in cui iniziano a vivere le proprie giornate.
Dopo aver iniziato a riconoscere alcuni automatismi, molte persone si accorgono che qualcosa cambia anche nelle scelte quotidiane.
Nel modo in cui utilizzano il proprio tempo, nel modo in cui distribuiscono le proprie energie o rispondono alle richieste degli altri.
Sto iniziando a capire meglio cosa mi fa bene e cosa no.
Mi rendo conto che alcune situazioni mi consumano molta più energia di quanto pensassi.
Inizio anche a riconoscere quali situazioni aumentano tensione, stanchezza o malessere fisico.
Con il tempo molte persone iniziano a guardare in modo diverso aspetti molto concreti della propria vita.
Le relazioni, gli impegni, le abitudini o le scelte quotidiane.
Iniziano a riconoscere ciò che le sostiene e ciò che invece le allontana dal proprio equilibrio.
Come se iniziassero a vedere con maggiore chiarezza i propri bisogni e le proprie priorità. Ciò che sostiene davvero il proprio benessere e ciò che invece consuma energie.
Spesso non emergono risposte nuove.
Emerge una maggiore chiarezza.
È una differenza sottile. Ma spesso è proprio da questa maggiore chiarezza che iniziano a nascere scelte diverse.
È qui che molte persone iniziano ad avere la sensazione di partecipare maggiormente alla propria vita.
Per la prima volta mi sembra di scegliere di più.
Mi sento più presente nelle decisioni che prendo.
Oppure:
Ho la sensazione di guidare di più la mia vita e di subirla meno.
È una frase che emerge ogni tanto durante il lavoro.
Mi sento più protagonista della mia vita.
Le difficoltà continuano ad esserci.
La differenza è che molte persone iniziano a sentirsi meno trascinate dagli eventi e più partecipi delle proprie scelte.
Per molte persone questa è una delle conseguenze più importanti di questo lavoro: sentirsi protagoniste della propria vita.
Dopo aver letto queste esperienze forse avrai notato una cosa.
Nessuna di esse parla di una vita perfetta.
Non si parla di problemi scomparsi, di relazioni diventate improvvisamente facili o di giornate senza difficoltà.
Eppure molte persone descrivono cambiamenti importanti.
A volte li riassumono con una frase molto semplice:
Le cose sono più o meno le stesse, ma io le vivo diversamente.
Per molte persone questa frase riassume gran parte del cambiamento.
Non cambiano le situazioni. Cambia il modo in cui vengono interpretate e attraversate.
Se vuoi capire da dove nascono le esperienze descritte in questa pagina, puoi approfondire il modo in cui lavoro: Come lavoro.
Se invece ti stai chiedendo cosa potrebbe cambiare nel tuo caso, possiamo confrontarci e capire insieme se questo lavoro può essere utile anche a te.
È un primo confronto, senza impegno, per capire se questo modo di lavorare è adatto a ciò che stai vivendo ora.